Dalla difesa al contrattacco: intervento su emergenza Covid19

Trascrizione dell’intervento del Segretario di Stato per gli Affari Interni, Elena Tonnini, nel corso della seduta del Consiglio Grande e Generale del 24 aprile 2020 sul comma relativo al l’emergenza da Covid-19

UN PAESE IN DIFESA: IL RALLENTAMENTO

Il nostro paese nell’affrontare il Covid-19 è partito in difesa, è partito con un rallentamento, come altre realtà coinvolte nella emergenza sanitaria ha attuato nell'immediato misure contenitive, scegliendo la tutela della salute. Le misure di contenimento hanno rallentato tutto: sia il settore privato (molte attività chiuse, il comparto produttivo dimezzato) sia il settore pubblico che, all’inizio di marzo, ha rallentato fino alla presenza di un 8% dei suoi dipendenti sul totale) salvo per attività strategiche come la sanità, le forze dell’ordine per il pubblico, ma anche i supermercati, le farmacie ecc... La scuola si è riorganizzata velocemente dimostrando grande capacità di adattamento a seconda dei vari ordini, con la didattica a distanza. Tutto questo al fine di dimezzare i rischi di contagio. Era il momento in cui l’ospedale si dedicava completamente al virus, in cui interi reparti venivano riorganizzati per accogliere un numero giornaliero sempre più alto di pazienti con sintomi gravi, da ricoverare.

DATI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Vorrei fornire alcuni dati su questo rallentamento riferiti alla PA in senso stretto, quindi sono dati che non includono il Settore Pubblico Allargato.

Per quanto riguarda le presenze in servizio, su un totale di 42 dirigenti c’è stata una media giornaliera di
- 14 dirigenti in servizio dal 16 al 31 marzo 2020
- 23 dirigenti in servizio dal 2 al 17 aprile 2020

Su un totale di 1935 dipendenti c’è stata una media giornaliera di:
- 172 dipendenti in servizio dal 16 al 31 marzo 2020
- 275 dipendenti in servizio dal 2 al 17 aprile 2020

 

STIPENDI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
È importante ricordare che a questo rallentamento è corrisposto l’intervento sugli stipendi: si è cercato un allineamento tra PA e privato. Sia per quanto riguarda il trattamento retributivo ridotto, sia per quanto riguarda il principio di rotazione che permette di salvaguardare le prestazioni essenziali, privilegiando la tutela dei dipendenti non solo a livello di salute ma anche di equità di trattamento. Va ricordato che se per il privato si può ricorrere alla Cassa Integrazione (CIG), il pubblico non può accedervi. Nonostante ciò, il settore pubblico contribuisce al fondo della CIG tramite la Cassa Compensazione in cui lo Stato, in qualità di datore di lavoro versa circa 7 milioni all’anno. Anche nella PA dunque si è riconosciuta una retribuzione ridotta, alle medesime percentuali della CIG privata, a fronte di una prestazione che ha visto una riduzione dei carichi di lavoro rispetto alle esigenze abituali dell’utenza.
Allineamento tra pubblico e privato non significa però che trattamento è identico, vi sono distinzioni derivanti anche dalla diversa natura dei rapporti di lavoro:
1. ferie, nel settore pubblico si è optato per un rallentamento delle uscite stabilendo un massimo di 5 giorni, di cui non tutti hanno usufruito;
2. indennità, la retribuzione ridotta è stata applicata sul solo piede retributivo e scatti di anzianità. Da questo punto di vista si è assunto un maggiore rigore ma si è tenuto conto, comunque, di situazioni che hanno compensi e retribuzioni più modeste prevedendo un meccanismo di tetto minimo.
3. questione astensione: per i cosiddetti servizi essenziali, quindi quelli rimasti aperti seppur a regime molto ridotto non c’è, rispetto al privato, l'opzione di astensione dal lavoro. Questo sembra un elemento superficiale ma non lo è. Non è superficiale continuare a garantire dei servizi utili e necessari alla collettività in un momento in cui gran parte del paese è in casa ed essere al lavoro significa dover adottare presidi sanitari utili a tutelare la propria salute e quella della collettività. Sia nel pubblico che nel privato.
4. il rallentamento, nell’ottica di salvaguardare quello che abbiamo, si è applicato anche nel riconoscimento del Trattamento Fine Rapporto (TFR), che verrà riconosciuto appieno, ma in modo spalmato su tre mesi a partire da questo mese. Credo sia utile, anche per la PA, rendere noti i dati sui risparmi anche per comprendere al meglio gli impatti che i decreti legge hanno avuto, in concreto, sul nostro paese (dati elaborati dalla Direzione Funzione Pubblica, che ringrazio) perché è sempre importante capire come gli indirizzi politici si traducono nella vita del paese. In particolare, per quanto concerne i risparmi a fronte del trattamento retributivo ridotto che ha toccato i dipendenti pubblici, i Segretari di Stato e i Magistrati, si ha un risparmio totale di circa 2.160.000,00 Euro per le misure di marzo e parziale di aprile.

Ricordo che già a partire dal decreto legge 52 del 20 marzo 2020, mutuato poi anche nel decreto legge 62 del 17 aprile 2020 “Le economie prodotte sui pertinenti capitoli di spesa per il personale, sia nel Bilancio dello Stato che delle Aziende Autonome di Stato ed Enti del Settore Pubblico Allargato, in conseguenza dell’applicazione del trattamento retributivo ridotto di cui all’articolo 11 nonché delle misure solidaristiche di cui all’articolo 19, sono ridestinate a capitoli di spesa funzionali a sostenere i maggiori costi dell’ISS determinati dagli interventi tesi a fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso.” Quindi il denaro pubblico risparmiato in queste settimane ovvero 2.160.000.,00 Euro vengono indirizzati per sostenere i costi dell’Istituto Sicurezza Sociale.
 

LE ISTITUZIONI

Sono stati svolti tutti gli approfondimenti necessari affinché si potesse continuare l’attività istituzionale, adeguando - grazie al coordinamento Segreteria Turismo e la Segreteria Istituzionale - la sala del Kursaal per i lavori del Consiglio Grande e Generale. Per le commissioni, che vedono un numero di commissari ridotto, la sala del Palazzo continua ad offrire spazio adeguato per svolgere i lavori in sicurezza e questo lo abbiamo sempre detto anche all’interno dell’ufficio di Presidenza in cui le opposizioni chiedevano di non continuare le commissioni e invece il governo ha dato piena disponibilità per continuare le commissioni permanenti e le altre commissioni. Si è proceduto con norme specifiche per la consegna telematica delle Istanze d’Arengo, mentre è in capo alla Loro Eccellenze il recente posticipo della data per le elezioni delle giunte di castello attraverso decreto Reggenziale. Mi si lasci dire una cosa sulla polemica dell’autoritarismo del governo e degli interventi emanati di notte: chi in questi giorni, come Repubblica Futura, ha ridicolizzato lamentandosi di questo lavoro notturno, forse non ha ben chiaro che non si tratta di decreti emanati di notte perché calati dall’alto, come quelli della scorsa legislatura sulle banche chiuse dalla sera alla mattina, come gli interventi di svendita di centinaia di milioni di NPL. E non si tratta di interventi che hanno prosciugato le risorse del paese indebitandolo per centinaia di milioni, come accaduto con la creazione del 5 ter, problema lasciato non solo a questo governo e maggioranza, ma ad un paese che oggi, in emergenza, avrebbe potuto usufruire di risorse determinanti.

Alcuni decreti di questo governo sono stati emanati di notte non perché ci fosse qualcosa da nascondere, ma perché le ore del giorno le abbiamo utilizzate per confrontarci con categorie, sindacati, associazione consumatori e ordini professionali. Cosa a cui questo paese era ben poco abituato. Sono stati emanati di notte allo scopo di facilitare anche i lavori consiliari, nonostante anche oggi il Consigliere Muratori si lamenti della difficolta nel fare emendamenti, i gruppi - lo ricordo - avrebbero dovuto lavorare su 5 decreti. Invece visto che si è lavorato per avere presentare un testo unico sul decreto. n. 62 c’è l’opportunità di agire con emendamenti su un unico decreto. Il lavoro su un testo unico è stato fatto nonostante si fosse in momento di emergenza, non in un momento di ordinarietà, e allora forse anche questo andrebbe un minimo apprezzato. Emanati notte anche per dare tempo al paese tutto (dagli operatori, agli uffici pubblici che devono elaborare un nuovo modo di fare pratiche, autorizzazioni anche tramite la consegna telematica) per dare una piccola finestra di tempo, 72 ore, per adeguarsi alle norme di graduale riapertura. Perché in 72 ore si è passati, non so se ve ne siete resi conto, da un modello basato su un rapporto diretto col cliente ad un nuovo modello, in cui si sono innestate modalità on line anche per chi l’on line non lo aveva mai fatto. E per permettere questo lavoro notturno, credo sia doveroso ringraziare le Loro Eccellenze, e mi si permetta anche la scorsa Reggenza, ora Consiglieri Mariella Mularoni e Luca Boschi, per la grande comprensione e disponibilità dimostrate, nonché tutto il personale della Segreteria Esecutiva e della Segreteria istituzionale che, pur nel rispetto della rotazione in atto, si sono adattati a qualsiasi orario di reperibilità di lavoro serale e notturno, insieme anche ai militi che garantivano la sicurezza del Palazzo.

FORZE DI POLIZIA

Gendarmeria, Polizia Civile e Guardia di Rocca dimostrano una capacità di unità di fronte all’emergenza e di collaborare che sta facendo la differenza rispetto alla gestione dell’emergenza sul territorio. Naturalmente, lo ribadisco, il trattamento retributivo ridotto che ha toccato i dipendenti della PA non abbiamo inteso estenderlo alle forze di polizia, così come non è stato esteso al personale alle dipendenze dell’ISS, trattandosi di personale in prima linea nella gestione dell‘emergenza, nei controlli e anche nella rendicontazione dei monitoraggi. Attraverso la rendicontazione che puntualmente le forze di polizia hanno sottoposto all’attenzione del governo, e anche della cittadinanza attraverso comunicati congiunti, il governo riesce a valutare nel tempo la risposta della popolazione all’emergenza sanitaria, a valutarne l’andamento e, di conseguenza, a prendere gli opportuni provvedimenti (si pensi alla limitazione agli accessi nei supermercati, misura presa a seguito di un monitoraggio rispetto agli accessi).

TABELLA RIEPILOGATIVA DEI CONTROLLI DELLE FORZE DELL’ORDINE
(elaborata sulla base dei dati forniti settimanalmente dalle Forze di Polizia)

 

dal 21 al 26 marzo

dal 27 marzo al 2 aprile

dal 3 al 9 aprile

dal 10 al 16 aprile

n. persone controllate

14.887

27.794

36.599

31.042

Autocertificazione acquisite

10.419

23.465

34.588

25.624

Persone denunciate ex art. 259 Codice penale

52

33

83

49

Attività economiche controllate

113

104

123

(esercizi pubblici controllati)

68

Cittadini in quarantena controllati

1717

2.234

2.033

2.854

Controlli a domicilio

126

234

216

234

Controlli accessi utenza presso l’Ospedale di Stato

680

787

898

840

Chiamate complessive alla Centrale operativa interforze

1994

1734

1866

1533

Utenza controllata agli accessi supermercati

/

/

7.643

6.598

 

• Si nota il progressivo aumento del numero dei controlli che coincide con la chiusura dei varchi)

• Nel periodo 10-16 aprile ci sono state 49 denunce a fronte di oltre 31.000 controlli

• Il numero dei controlli nelle attività economiche è diminuito man mano che si sono riattivati gli uffici pubblici, in particolare l’Ufficio Attività di Controllo .

• Nel tempo si nota anche una diminuzione delle chiamate alla centrale operativa interforze (il picco di 1994 chiamate a marzo passa a 1533 ad aprile). Sottolineo che le forze dell’ordine hanno garantito presenza costante, efficace sul territorio nonostante anche loro fossero interessate dal contagio. Con l’aiuto della Protezione Civile e dei militi volontari.

DALLA DIFESA AL CONTRATTACCO

Ora si sta andando alla graduale ed attenta “ripresa” delle attività e quindi in occasione della emissione del DL m.62/2020 è stata emessa una nuova delibera del Congresso di Stato che integra e “rimodula” l’operatività di diversi servizi.

Allo stesso modo, si sono date disposizioni affinché la “ripartenza” potesse avvenire con modalità attente alla salute degli utenti e dei dipendenti quindi sono adottate modalità operative ancor più basate sul ricevimento per appuntamento, posta elettronica comprendendo anche le relative risposte. Questa è la fase in cui l’ospedale si sta organizzando non più per gestire un numero elevato di ricoveri, ma per prevenire la nascita di nuovi focolai. La capacità di reazione delle nostre strutture e le scelte vincenti prese per la gestione sanitaria dell’emergenza, concordo con chi dice non senza problemi - a cui è sempre seguita la ricerca immediata di soluzioni - ci hanno permesso in un tempo relativamente breve tempo di passare da una prima fase molto difficile determinata dalle misure contenitive (cioè il rallentamento) in cui purtroppo occorreva scegliere tra tutela della salute e tutela dell’economia, oggi siamo nella fase di programmazione della convivenza. Da una parte occorre muoversi alla definizione di canali per il reperimento di risorse e finanziamenti ma dall’altra parte sanità ed economia possono e devono collaborare per garantire prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. C’è giustamente un grande sentimento di ripartenza: ripartire deve essere l’obiettivo, ma è il COME si riparte a fare la differenza, sarà strategico il piano di rientro. È per questo che nel Decreto 62 è stato inserito l’articolo 23 che istituisce un gruppo di lavoro per il piano di rientro dell’ISS e sul territorio, per predisporre linee guida di intervento sul territorio della Repubblica. Io sono orgogliosa di un paese che sta dimostrando di distinguersi in un momento di pandemia globale. Il nostro paese è ora tra i primi al mondo per la mappatura epidemiologica con l’organizzazione dei test sierologici siamo noi, ora, a cercare il virus per disinnescarlo prima che crei altri focolai. E se prima l’intero paese, la PA, il privato, le istituzioni, hanno rallentato per facilitare il comparto sanitario nel lavoro di resistenza virus, ora il comparto sanitario si sta riorganizzando per mettersi a disposizione di un’economia che ha voglia e bisogno di ripartire, per dedicarsi alla prevenzione e accompagnare in modo strategico questo percorso.

Non dobbiamo perciò farci prendere dall’impazienza: per convivere col virus occorre riadattarci. E sarà determinante agire in sinergia per incastrare tutti gli aspetti di nuovi modelli organizzativi, che vanno da una nuova gestione delle strutture e degli spazi di lavoro, all’organizzazione degli orari di lavoro e delle turnazioni, alle misure di prevenzione dai nuovo focolai epidemici, alle misure di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, alla formazione di tutto il personale e alla sorveglianze. È una fase di organizzazione determinante e occorre riavviare, ma riavviare significa anche difendere i sacrifici che abbiamo fatto fino adesso, e difendere gli importanti risultati raggiunti.

IL SEGRETARIO DI STATO

Elena Tonnini