
Il Segretario di Stato agli Affari Interni, Valeria Ciavatta, ha riferito ieri in conferenza stampa del Congresso di Stato sul decreto delegato n. 53 Disciplina del trattamento retributivo dei dirigenti e dei direttori di dipartimento, promulgato ieri dalla Reggenza.
Nellambito della riforma della Pubblica Amministrazione, la legge n. 108/2009 sulla dirigenza allart. 19 stabilisce la modifica della retribuzione dirigenziale e i criteri su cui il decreto delegato deve intervenire. Dopo aver a suo tempo disdettato tutti i contratti dirigenziali per portarli a una unica scadenza e a un unico modello di contratto dal punto di vista normativo (senza trattamenti ad personam, svantaggiosi per lo Stato) ora vengono definitivamente eliminate le indennità dirigenziali ad personam, in modo che solo attraverso norme di legge sia regolata la retribuzione dirigenziale.
E così stato raggiunto un primo obiettivo della riforma: eliminare spazi di discrezionalità. Altro obiettivo politico del decreto è quello di conseguire risparmi: a regime il costo per lo stipendio delle figure dirigenziali (46 unità) e dei Direttori di Dipartimento (7 unità) in base al nuovo sistema retributivo permetterà allo Stato un risparmio annuo di oltre 300 mila Euro. Altro aspetto fondamentale dellimpianto è il cambiamento dei criteri retributivi: finora era molto rilevante lanzianità di servizio, mentre con la nuova retribuzione lanzianità è retribuita con i soli scatti di anzianità e contano di più la complessità dellufficio diretto e il conseguimento dei risultati. Naturalmente garantendo la dignità del ruolo dirigenziale.
Infatti, la nuova retribuzione è composta da una retribuzione di base legata alla funzione dirigenziale pari a 2.900 e dagli scatti di anzianità; a essa si va ad aggiungere una retribuzione di posizione, determinata dalla complessità dellufficio diretto, suddivisa in 3 parametri. Alla complessità di ogni unità operativa è stato assegnato un punteggio seguendo un sistema di pesatura comunemente utilizzato nella valutazione delle organizzazioni che utilizza criteri approvati dal Congresso di Stato nella sua seduta del 3 agosto scorso.
Infine, alle precedenti voci va sommata la retribuzione di risultato, eventuale e condizionata al raggiungimento degli obiettivi, che non può essere superiore al 30% della retribuzione di posizione. Per quei dirigenti che provengono dallesterno della PA, considerato che il contratto dura tre anni al massimo e che non è possibile maturare scatti di anzianità, la legge n. 108/2009 e il decreto stabiliscono una indennità di contratto a termine con un tetto massimo. Il decreto non si applica ai dirigenti medici o della carriera diplomatica. I direttori di dipartimento saranno interessati dalle nuove disposizioni solamente a partire dalla prossima legislatura. E in base alla legge del 2009, chi a quella data era già dirigente in organico può mantenere il vecchio regime retributivo. Un grande sforzo di tipo tecnico e politico per raggiungere gli obiettivi posti dal Governo e dalla coalizione del Patto - ha precisato la Ciavatta - soprattutto per conseguire una riduzione dei costi che, però, dovrà riguardare anche altre categorie e altri settori per motivi di equità.
San Marino, li 16 maggio 2012