Domande della Riforma
IL PROGETTO
1. Perché la riforma della Pubblica Amministrazione?
La riforma della Pubblica Amministrazione sammarinese nasce dall’esigenza di ammodernare la macchina pubblica che si trova oggi ad operare con leggi, procedure e strumenti ormai da tempo superati. Risulta non rinviabile una riforma complessiva che, partendo dal principio cardine di rendere autonoma l’Amministrazione dalla Politica, preveda una radicale revisione delle normative che ne regolano l’azione e della struttura organizzativa ponendo, quale valore centrale, la soddisfazione dei bisogni del cittadino-utente.
2. Che cos’è la riforma della Pubblica Amministrazione?
La riforma è un intervento molto complesso e articolato che tocca tutti gli ambiti di attività della Pubblica Amministrazione. Questo insieme di attività, anche se a volte non percepito dal cittadino, tocca da vicino la vita quotidiana di ognuno di noi.
E’ per questo motivo che ogni cittadino ha diritto di pretendere una amministrazione affidabile, in grado di fornire servizi di qualità ed a cui potersi rapportare con certezze e fiducia.
Il percorso della riforma si articola su più fronti, i principali riguardano:
l’ammodernamento delle leggi sulla struttura, sull’organizzazione e sul rapporto di lavoro;
la semplificazione delle procedure degli atti;
modelli organizzativi e strumenti per l’efficienza ed economicità;
l’utilizzo delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie;
la definizione della governance e la responsabilizzazione dei diversi ruoli;
l’introduzione di strumenti operativi e funzioni per la valutazione dei servizi e delle prestazioni e di conseguenza per il riconoscimento del merito.
3. Quali sono i modelli di riferimento per la riforma della PA?
Il progetto non prevede l'importazione di modelli dall'esterno, ma una evoluzione basata su uno sforzo graduale ma costante dall'interno. La PA sammarinese, oltre ad essere una risorsa del paese, è un sistema unico in cui non possono essere importati in maniera acritica e assoluta modelli di altre realtà.
4. Chi sono i soggetti incaricati della riforma della PA?
Il progetto si basa sull'utilizzo di soggetti interni alla PA (Dirigenti e Dipendenti) o comunque a questa strettamente correlati (Organizzazioni Sindacali per le parti relative al personale), in coerenza con la volontà di una revisione che parta dall'interno, con criteri di gradualità e con il pieno rispetto delle specificità della realtà sammarinese. Per gli aspetti tecnici ed assolutamente nuovi per la nostra PA ma mutuabili da altre esperienze pubbliche e private in quanto realizzano standard di qualità, ci si è avvalsi di collaborazioni professionali esperte.
5. Quali punti accomunano i due processi di riforma in essere a San Marino e in Italia?
Gli elementi che accomunano le due riforme sono la volontà di dare alla Pubblica Amministrazione nuovi strumenti per poter fornire servizi sempre più efficienti e rispondenti alle necessità dell’utenza. Progetti come il protocollo informatico, lo sportello unico ed il tutor informatico sono alcuni esempi diretti di tale impegno della riforma sammarinese. Più in generale entrambe le riforme mirano a “svecchiare” certi istituti e a rendere quindi la macchina della PA più efficiente e flessibile alle dinamiche esterne, in grado quindi di rispondere meglio alle aspettative degli utenti.
La nostra realtà deve però intervenire sullo stesso ordinamento giuridico, in Italia oggetto da tempo di profonda riforma, poiché devono recuperarsi ritardi in tutti i settori: strutturale, organizzativo, giuridico, operativo ecc.
6. Quali sono le linee guida su cui si sono basati i lavori nell’ambito della riforma?
I lavori sono stati impostati secondo criteri di massima trasparenza e condivisione con i soggetti interessati. Sul sito sono stati pubblicati tutti i passaggi e gli stessi lavori quando erano ancora in corso. Pur nel rispetto dei ruoli e delle competenze, le elaborazioni hanno tenuto in dovuta considerazione le istanze ed i suggerimenti avanzati dal Consiglio Grande e Generale, dalle organizzazioni sindacali ed economiche così come da altri soggetti, come i dirigenti, i dipendenti e l’utenza. Tale approccio ha richiesto tempi lunghi, ma ha consentito alla riforma di procedere ricercando e mantenendo con costanza una coesione sociale sugli interventi proposti, elemento che garantisce un reale avanzamento del processo riformatore.
7. Come è composta la nuova struttura dell’amministrazione pubblica?
L’amministrazione pubblica è l’insieme degli organi, uffici, servizi (Pubblica Amministrazione), che unitamente agli enti pubblici ed aziende dello Stato compone il Settore Pubblico Allargato.
La struttura si basa su un’organizzazione dipartimentale che non comprenderà più gli Enti Pubblici e Aziende di Stato, che restano comunque soggetti ai principi e alle norme di pubblico impiego ma vedono rafforzata la loro autonomia all’interno di una coerenza del sistema.
Attraverso legge qualificata, che ne definisce gli ambiti operativi, i dipartimenti da dieci diventano otto. Nell’Allegato A al progetto di Legge "Riforma della struttura e del modello organizzativo dell'Amministrazione Pubblica" sono indicate le unità organizzative dei rispettivi dipartimenti.
8. Quali soluzioni sono state adottate per superare l’attuale rigidità della struttura amministrativa?
Per prima cosa sono stati eliminati i posti ed i mansionari. Si è inoltre superata la rigidità delle sezioni lasciando al Dirigente la possibilità di organizzare l’ufficio autonomamente con l’obiettivo di renderlo sempre più aggiornato, funzionale e rispondente alle esigenze dell’utenza. Infine per mantenere la struttura costantemente aggiornata al mutare delle esigenze siano esse organizzative o determinate da nuove norme, il progetto di legge favorisce le economie e costituisce la base agile per future modifiche per le quali non sarà più necessaria un’intera e corposa riforma
9. Cosa si intende per nuovo modello organizzativo della PA?
Per modello organizzativo della Pubblica Amministrazione, si intende l’insieme delle dipendenze gerarchiche, dei ruoli e dei principali processi decisionali per la gestione della Pubblica Amministrazione, anche in rapporto con il Settore Pubblico Allargato, aggiungendo alla linea verticale o gerarchica la linea orizzontale o trasversale necessaria ai progetti ed al coordinamento.
Nel progetto di legge vengono infatti definiti i ruoli, le attribuzioni, le competenze e le responsabilità siano esse settoriali che specialistiche ed i rapporti funzionali. Risultano pertanto chiare le responsabilità e certi i ruoli di chi emana direttive ed indirizzi, chi esercita il coordinamento, chi il controllo.
10. E’ reale la separazione delle competenze amministrative da quelle politiche?
Il Titolo IV del progetto di legge concretizza l’attribuzione delle competenze amministrative sul personale, prevedendo la netta separazione delle competenze amministrative da quelle politiche, razionalizzandone la distribuzione, togliendo sovrapposizioni e snellendo le procedure.
Vengono di fatto trasferite all’amministrazione le competenze sul personale. Le attribuzioni riguardano anche le competenze di commissioni.
E’ importante sottolineare che tali scelte sono sostenute da una esperienza di quasi cinque anni, attuata in virtù di regolamenti e disposizioni relative alle assunzioni, carriere e modifiche retributive dei dipendenti.
GLI UTENTI
11. Quali sono i vantaggi per gli utenti?
Il progetto ha tra i suoi obiettivi la soddisfazione degli utenti, per i quali il principale vantaggio sarà, a regime, rappresentato da una PA più attenta alle necessità dell'utenza, pronta anche ad essere valutata da questa, e più economica. Alcuni interventi già attuati o in fase di elaborazione avanzata sono la concretizzazione di tali intendimenti: bollettino ufficiale, gestione documentale, portale unico dello Stato e siti web per l’informazione ed i servizi degli uffici, semplificazione e certezza della documentazione amministrativa e dei procedimenti amministrativi.
12. Quali strumenti sono stati individuati a tutela del cittadino utente?
La struttura amministrativa in tutte le sue articolazioni e la sua organizzazione hanno hanno il dovere di promuovere azioni che favoriscano un efficace rapporto con l’utenza e modalità operative per l’informazione e le relazioni con l’utenza di riferimento, e per la semplificazione delle pratiche amministrative.
La Direzione della Funzione Pubblica nell’ambito delle proprie funzioni deve predisporre appositi piani di comunicazione esterna e di presidio dell’immagine dell’amministrazione. Verrà istituito un apposito sito web, per informare l’utenza sulle attività e sul funzionamento dell’amministrazione per agevolare i cittadini nella conoscenza della macchina amministrativa, per promuovere la semplificazione delle procedure burocratiche e la conoscenza di servizi e progetti innovativi. Sarà inoltre introdotto un sistema di monitoraggio del grado di soddisfazione dei cittadini rispetto alla qualità dei servizi erogati dall’amministrazione, finalizzate anche alla valutazione dell’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa. Inoltre, vengono istituiti due organismi:
- la Consulta per la Partecipazione dell’utenza quale organo propulsivo e consultivo che contribuirà all’evoluzione dei servizi pubblici, dell’attività amministrativa e della legislazione;
- l’Autorità di Garanzia dell’utenza con il compito di tutelare il diritto alla riservatezza dei dati, anche non informatici, riguardanti gli utenti dei servizi pubblici e privati e, più in generale, i cittadini e i consumatori.
13. Cosa rischiano i dipendenti dalla riforma?
Non vi sono rischi. I dipendenti, che svolgono i loro compiti con impegno e competenza, sono l'elemento di maggior importanza all'interno della PA e come tale saranno considerati nella riforma, che ha tra i suoi obiettivi anche la ricerca delle modalità migliori per riqualificare, anche attraverso la formazione, i dipendenti, offrendo loro nuove opportunità, soprattutto in termini di maggiore soddisfazione e recupero dell'orgoglio di essere dipendente pubblico.
Il nuovo regime normativo e retributivo riguarderà le nuove assunzioni.
14. Quali vantaggi possono aspettarsi dalla riforma i dipendenti?
In primo luogo i dipendenti devono aspettarsi, e pretendere, un maggior coinvolgimento nell’organizzazione dei servizi, le informazioni veritiere sulla riforma, anche direttamente tramite il sito. La riforma produrrà comunque interventi in grado di consentire una maggiore crescita professionale, ed in futuro finalmente la corretta individuazione ed il riconoscimento del merito.
15. Quali impatti della riforma per i Dirigenti ?
L’Ordine del Giorno del Consiglio Grande e Generale del maggio 2007 ha impegnato il Governo nella riforma, ponendo alla base del mandato la “separazione delle responsabilità politiche da quelle amministrative”. La legge sulla dirigenza dà indicazioni precise al riguardo così come il PdL*.
In questo contesto è palese l’importanza dei Dirigenti, a cui viene richiesto un ruolo attivo e manageriale, sia per attuare la riforma, sia per gestire i nuovi strumenti ed ambiti di autonomia propri del ruolo dirigenziale.
16. Quale è il ruolo dei dipendenti nella riforma?
Come già detto, ma è giusto ribadirlo, le risorse professionali sono l’elemento di maggior importanza all'interno dell’amministrazione. Senza l’apporto dei dipendenti non è ragionevolmente realistico pensare ad un buon funzionamento della PA. Anche per questo, oltre allo sforzo compiuto dalla Segreteria di Stato per gli AAII per garantire l’informazione attraverso i media ed il sito web, il Segretario Ciavatta ha tenuto pubbliche conferenze. La riforma ha tra i suoi principali obiettivi la riqualificazione dei servizi e quindi dei dipendenti, anche attraverso la formazione, con nuove opportunità di sviluppo professionale per accrescere i livelli di competenza e consentire di ricavare sempre maggiori soddisfazioni dal lavoro al servizio del pubblico.
Il continuo e costante confronto con le Organizzazioni Sindacali e la massima considerazione per il loro contributo, danno l’evidenza della volontà del Governo di coinvolgere i rappresentanti dei lavoratori, sebbene non sempre questi ultimi abbiano presentato proposte e abbiano assunto appieno quel ruolo e quella responsabilità che una riforma così attesa ed importante richiedesse.
17. Si faranno concorsi pubblici e interni?
Si.
La legge sui concorsi e altre forme di selezione è stata aggiornata proprio per attivare nella forma più corretta questi strumenti di selezione per il reperimento delle risorse umane necessarie all’amministrazione.
Una volta approvato il decreto applicativo, al vaglio delle OO.SS. da ben due anni, l’amministrazione potrà finalmente procedere ad attivare i concorsi sia pubblici che interni per la ricopertura delle posizioni previste dal Fabbisogno.
18. La Riforma sarà in grado di risolvere da sola gli annosi problemi di inadeguatezza e inefficienza della PA?
La riforma è passaggio chiave per riportare la PA più vicina alle esigenze del Paese. Una riforma basata sull’imparzialità, l’economicità e l’autonomia, su una corretta e realistica determinazione del fabbisogno, su efficienti e innovativi strumenti di individuazione e reclutamento delle figure professionali, sulla maggiore autonomia e responsabilizzazione dei dirigenti e, non ultimo, sulla valorizzazione e crescita professionale dei dipendenti, può senz’altro creare i presupposti per rendere la PA più efficiente e in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze dell’utenza.
19. Quali interventi in particolare mirano a rendere la PA un’organizzazione sempre più efficiente?
La nuova concezione dell’organizzazione dipartimentale, la creazione della Direzione Generale della Funzione Pubblica, nonché la maggior autonomia e responsabilizzazione dei Dirigenti rappresentano strumenti fondamentali che dovranno fornire nuovo impulso e vigore all’azione amministrativa e garantirne il corretto funzionamento, ma anche il raggiungimento di maggiori livelli di efficienza ed efficacia. Naturalmente l’apporto di tutto il personale resta fondamentale, anche attraverso il futuro sistema di valutazione che valorizzi la qualità e, nel contempo, richiami alle proprie responsabilità coloro che evidenziano scarso impegno o comportamenti non compatibili col ruolo di pubblico dipendente.
20. Quali altri interventi devono essere posti in atto per rendere più efficace l’azione amministrativa e quindi renderla sempre più rispondente alle esigenze del paese?
Un buon assetto organico, giustamente dimensionato e confacente ai bisogni della struttura è molto importante ma non é di per sé sufficiente a garantire un’azione amministrativa efficace. Occorre dotare l’Amministrazione di moderni strumenti operativi, in grado di sfruttare al meglio le opportunità messe a disposizione dalle nuove tecnologie. Il processo di rinnovamento in questo senso, peraltro già avviato, appare urgente e non più rinviabile, anche per recuperare il ritardo accumulato. E’ inoltre necessario intraprendere un radicale processo di aggiornamento e riqualificazione del personale al fine di dotarlo di adeguate conoscenze “di sistema” necessarie per gestire l’operatività degli uffici sempre con miglior efficienza.
21. Cosa sono i profili di ruolo e cosa rappresentano per la riforma?
I profili di ruolo sono lo strumento individuato per il superamento del mansionario rigido fissato per legge. Con i profili si passa dalla “elencazione delle azioni e degli atti che il dipendente deve compiere” alla indicazione della professionalità e quindi delle caratteristiche che deve possedere e delle cose che deve saper fare. I profili di ruolo rappresentano uno dei perni su cui ruota l’intera Riforma, per questo le relative regole sono state ponderate con grande attenzione ed oggetto di uno specifico accordo con il Sindacato. I profili di ruolo si integrano con i titoli di studio aggiornati e con le funzioni dei singoli Uffici e Servizi della PA, consentendo quindi di avere una visione complessiva della struttura e delle professionalità dei dipendenti allo stato attuale. Tramite i profili di ruolo e le funzioni è possibile, in tempi brevi, rilevare il fabbisogno quali quantitativo della PA ed intervenire, anche tramite gli strumenti previsti dalla nuova legge sui concorsi, per dotare la struttura delle risorse necessarie al miglior espletamento delle proprie funzioni.
22. Si sente tanto parlare di fabbisogno, in che cosa consiste?
La legge quadro 105/2009 prevede che l’amministrazione periodicamente (e non come oggi avviene dopo 20 anni!) definisca le esigenze di personale, in coerenza con finalità di efficienza, efficacia dell’attività amministrativa, ma anche di contenimento dei costi della stessa.
Il progetto di legge sulla struttura ed il modello organizzativo stabilisce che il fabbisogno è soggetto a revisione ogni tre anni e che sarà definito con decreto delegato, previo confronto con le Organizzazioni Sindacali.
Per determinare un fabbisogno oggettivo sia in termini qualitativi che quantitativi sono necessari elementi di riferimento certi. Il progetto di legge "Riforma della struttura e del modello organizzativo dell'Amministrazione Pubblica", norma necessaria per raggiungere questo importante obiettivo. D
efinisce le funzioni degli uffici (vedi Allegato A al progetto di legge), i PDR e le funzioni in grado di rilevare ed analizzare i carichi di lavoro e le competenze professionali secondo standard oggettivi. L’insieme di questi elementi saranno poi utili anche ai fini della valutazione delle prestazioni.
23. Come si sta procedendo per la definizione del “primo”fabbisogno?
Nel 2010 è stato istituito un gruppo di lavoro che ha visto coinvolti i Coordinatori di Dipartimento ed i Dirigenti, coordinato da un consulente nel ruolo di “Responsabile di progetto” ; si è proceduto con una verifica della situazione attuale, prendendo in esame le analisi effettuate dai Dirigenti in ordine ai carichi di lavoro rispetto alle macro attività degli uffici (Funzioni), delineando le professionalità necessarie e le relative competenze. Sono stati definiti i criteri utilizzati, presentati e condivisi dalle organizzazioni sindacali.
Ad oggi, il gruppo di lavoro prosegue nell’attività che porterà alla definizione delle risorse professionali necessarie a perseguire le funzioni delle UO previste nell’Allegato A al progetto di legge, dal punto di vista qualitativo e quantitativo, con riferimento ai PDR.
Il testo di decreto, che sarà poi oggetto di confronto con le OO.SS., per la definizione del “primo” fabbisogno quali-quantitativo di personale da assegnare alle diverse unità della PA, è quindi in dirittura d’arrivo.
24. A
chi compete la definizione del Fabbisogno e che cosa comporterà?
Competerà alla Direzione Generale della Funzione Pubblica programmare periodicamente il fabbisogno sulla base delle proposte delle UO. Con un costante monitoraggio dei processi organizzativi, dei carichi di lavoro, delle competenze e dei requisiti necessari, attraverso l’applicazione di opportune tecniche e metodologie, determinerà la copertura del fabbisogno che comporterà un’assegnazione del personale alle UO in base alle necessità dell’amministrazione.
25. Quali sono gli elementi caratterizzanti la separazione della politica dall'amministrazione?
Nella riforma vi sono ben 7 ambiti di progetto finalizzati al trasferimento delle competenze dal potere politico all’Amministrazione, con una contestuale revisione delle competenze ed autonomia dei dirigenti, al fine di assumere un ruolo maggiormente manageriale e quindi più indipendente dal potere politico.
26. La riforma della PA prevede dei cambiamenti della struttura/dinamica retributiva?
Nella prima fase non è previsto nessun cambiamento nella struttura delle busta paga e nella dinamica retributiva. Tali aspetti saranno trattati nella seconda fase della rifroma poiché è necessario avere prima il quadro nuovo dell’amministrazione in tutti i sensi (ruoli di governance, uffici/servizi, applicazione delle nuove norme, valutazione ecc.). Ciò per garantire interventi efficaci e professionali, ben sapendo che un riordino secondo criteri di equità e di valorizzazione del merito è indispensabile anche per la giungla retributiva in atto. La riforma prevede un nuovo regime retributivo legato al PdR ed al nuovo regime normativo applicabili ai nuovi assunti salvaguardando, a tal riguardo, i diritti acquisiti.
27. Quali sono i costi della Riforma?
La riforma prevede accorpamenti nei settori amministrativi e nuovi servizi specialmente in ambito ambientale. Tenuto conto di ciò, della riduzione del numero dei direttori di dipartimento, e della creazione della DGFP in sostituzione della figura del Capo del Personale e per l’autonomia della PA, le figure dirigenziali e quindi le UO diminuiscono di 10 unità.
I costi per l’elaborazione degli atti di riforma, dal 2007 a febbraio 2011 equivalgono a circa 132 mila euro. Le consulenze sono state attivate esclusivamente negli ambiti in cui non sono presenti risorse professionali interne. La spesa comprende anche la Consulenza del Prof. Crescenzi per l’innovazione normativa composta dai PdL sul procedimento amministrativo, l’accesso ai dati e la documentazione amministrativa, utili anche per gli adempimenti-GRECO.